La dieta chetogenica fu ideata anni fa come terapia per gli epilettici.
Alcuni studi dimostrarono infatti che durante i periodi di digiuno le crisi diventavano meno frequenti e meno intense, e si ideò cosi un regime alimentare che imbrogliasse l’organismo facendogli credere di essere a digiuno, sebbene si mangiasse.
Il trucco consisteva nell’eliminare totalmente dalla dieta dei soggetti in cura i carboidrati e le altre fonti di glucosio per lunghi periodi, in modo che l’organismo fosse costretto ad attivare processi alternativi per procurarsi il glucosio dalle proteine e dai lipidi.
Per spiegare meglio le caratteristiche di questa dieta però può essere utile fare qualche piccola premessa sul funzionamento dell’organismo umano.
Per svolgere correttamente le sue funzioni vitali il corpo necessita di un apporto minimo di glucosio stimato intorno ai 180 grammi al giorno.
Il glucosio infatti è fondamentale per un corretto funzionamento in particolare del sistema nervoso, quando all’organismo non vengono fornite fonti naturali di glucosio (carboidrati), questo è costretto a procurarselo in altro modo ed inizia perciò un lungo e faticoso processo di scomposizione delle proteine e dei grassi.
Questo lavoro di scomposizione , se da un lato favorisce il dimagrimento perché comporta un maggior lavoro ed induce quindi l’organismo a bruciare più calorie, dall’altro stimola la formazione dei corpi chetonici, da cui deriva il nome stesso della dieta, che sono: l’acetone, l’acetoacetato e i 3 – idrossibutirrato.
L’organismo, abituato a produrre e smaltire una quantità minima di corpi chetonici, entra in difficoltà quando questi cominciano ad aumentare, sicchè i chetoni iniziano ad accumularsi nel sangue e possono generare disturbi anche molti gravi fino provocare il coma.
Si può affermare quindi senza ombra di dubbio che il gioco non vale la candela, e che sebbene la dieta chetogenica provochi un effettivo dimagrimento senza dubbio qualche chilo di meno non vale l’intossicazione dell’organismo.
Del resto gli stessi effetti della dieta chetogenica sono facilmente ottenibili anche seguendo un dieta leggermente iperproteica, come può essere ad esempio la Scarsdale, che privilegi cioè il consumo di proteine ma non elimini del tutto i carboidrati. Va sottolineato infatti che la produzione dei corpi chetonici, e quindi la pericolosità di questa dieta aumenta ancora di più se si abbina alla dieta la pratica dell’attività fisica, in quanto il movimento fa aumentare ancora di più le necessità di glucosio dell’organismo stimolando ulteriormente, e pericolosamente, la produzione dei corpi chetonici.
Sebbene dunque questa dieta possa portare ad una effettiva perdita di peso, e meglio lasciarla fare a coloro che ne hanno davvero bisogno, come i soggetti epilettici, che la seguono comunque sotto stretto controllo medico e con una terapia farmacologica di sostegno, e cercare modi meno dannosi della dieta chetogenica per perdere i chili di troppo.
Per dare un quadro completo si riportano comunque due esempi di menù previsti nella dieta chetogenica, uno per la fase di scarico ovvero quando si eliminano i carboidrati dalla dieta ed uno per la seconda fase in cui vi è invece un recupero con il rinesrimento dei carboidrati.
Ora esponiamo due esempi di menù previsti dalla Dieta chetogenica. E' molto importante comprendere che tali esempi hanno un valore esclusivamente divulgativo e non si devono in alcun modo intendere quali prescrizione ne suggerimento di un regime alimentare. Solo uno specialista può infatti indicare un regime dietetico adatto alla specifica persona ed a questi bisogna rivolgersi se si desidere ottenere una dieta.
Esempio menù Fase di Scarico:
Colazione: pane di segale (25 gr); bresaola, (o spek, o prociutto crudo) (50 gr)
Spuntino: arachidi (o pistacchi o mandorle dolci)( 50 gr)
Pranzo: Salmone (o trota) grigliata (200-250 gr); insalata (o fagiolini, o rucola) (circa 150-200 gr); condimento: olio di oliva (10-20 gr)
Spuntino: formaggio magro (jocca) (100gr) o grana (50 gr)
Cena: 2 uova intere, o vitello (150 gr), o capretto (200 gr); verdure (broccoli, zucchine, insalata) (circa 200 gr); condimento: olio di oliva ( 10-20 gr)
Esempio menù Fase di Ricarica:
Colazione: latte parzialmente scremato 200 ml; fette biscottate integrali 100 gr; marmellata (50 gr);
Spuntino: 1 yogurt magro; 1 frutto di stagione
Pranzo: riso (200 gr) ; pomodori (200gr); tonno al naturale (100 gr); grana (50 gr); condimento: olio d’oliva 10 gr
Spuntino: Frutto (200 gr)
Cena: Pesce spada (100gr); verdura (200 gr); Pane integrale (150 gr); condimento: olio d’oliva (10-20 gr)











