La soia rappresenta uno dei migliori esempi di pianta officinale, cioè di una pianta idonea a molteplici usi di tipo industriale tra cui la produzione di cosmetici, supplementi dietetici e di medicinali.
Dal punto di vista botanico la soia (Glicine max) appartiene alla famiglia delle leguminose ed è una pianta di origini orientali successivamente coltivata in tutto il mondo.
La soia, utilizzata come legume secco, è nota in particolare per il suo elevato tenore proteico, in assoluto il più elevato tra i legumi.
Questa pianta è anche la più ricca di lipidi, di sali minerali come il potassio, il calcio e il fosforo ed è povera di carboidrati.
Nel consistente gruppo dei lipidi è presente innanzitutto la fosfatidilcolina, nota anche come lecitina di soia, apprezzata come fattore lipotropo ossia che favorisce lo smaltimento del colesterolo dal tessuto epatico e dalle pareti arteriose.
In realtà essa costituisce sostanzialmente la materia prima per la struttura delle membrane cellulari e solo in parte contribuisce a ridurre i livelli di colesterolemia per azione sinergica con tutti gli altri costituenti del legume: fibre , proteine, isoflavoni, saponine.
Gli isoflavoni sono presenti anche nel cardo mariano (la silimarina) e nel trifoglio rosso (il cumestrolo).
L'introduzione della soia nella normale alimentazione, ma anche l'assunzione dei suoi derivati alimentari è certamente raccomandata per migliorare il metabolismo lipidico e può contribuire in maniera significativa alla prevenzione dell'atreriosclerosi e dell'osteoporosi.
In caso di carenza alimentare, dovuta alla scarsa o nulla introduzione della soia nella dieta, possono risultare comodi e utili gli integratori alimentari a base di soia o di fitoestrogeni.
L'utilizzo della soia è inoltre frequente nella prevenzione e cura dei disturbi della sindrome climaterica, delle turbe vasomotorie, nella secchezza vaginale e nelle turbe ansioso-depressive correlate.
Bibliografia
Pansini E, De Paoli D., Prospettive per l'utilizzazione della soia nel trattamento della sindrome climaterica.Acta Phytoterapeutica 1999 , 11:2











