Slim Rice Konjac 270 gr di Eat Water è un’alternativa al riso tradizionale realizzata con farina biologica di konjac e fibra biologica d’avena, pensata per chi desidera ridurre in maniera significativa calorie e carboidrati mantenendo però il volume e la praticità di un alimento in formato riso.
La sua caratteristica nutrizionale più evidente è l’apporto energetico estremamente contenuto: solo 9 kcal per 100 g, con 0 g di carboidrati, 0 g di zuccheri e 0 g di grassi, accompagnati da 4 g di fibre.
La formulazione è essenziale: acqua purificata, farina biologica di konjac e fibra biologica d’avena.
A differenza della versione Slim Rice No Drain da 200 g che abbiamo analizzato precedentemente, questa referenza appartiene alla linea biologica e non contiene amido di tapioca. Questa differenza spiega anche il diverso profilo nutrizionale: la versione No Drain contiene una piccola quota di carboidrati, mentre questa versione dichiara zero carboidrati per 100 g.
Il prodotto può quindi rappresentare una soluzione interessante all’interno di alimentazioni ipocaloriche e low carb oppure durante una fase di definizione, quando l’obiettivo è mantenere un buon volume del pasto controllando attentamente l’apporto energetico.
La particolare formulazione consente di ottenere piccoli chicchi simili per formato al riso, ma con caratteristiche nutrizionali completamente differenti rispetto al cereale tradizionale.
Le caratteristiche principali sono:
Il prodotto viene realizzato in uno stabilimento nel quale vengono gestiti anche soia, avena e solfiti.
Il vantaggio principale non consiste semplicemente nell’assenza dichiarata di carboidrati.
L’aspetto realmente interessante è la bassissima densità energetica.
Quando seguiamo una dieta ipocalorica possiamo ridurre l’apporto energetico diminuendo continuamente le porzioni oppure possiamo intervenire sulla scelta degli alimenti.
Un prodotto da appena 9 kcal per 100 g permette di ottenere un volume considerevole utilizzando una quantità minima delle calorie disponibili nella giornata.
Questo lascia maggiore libertà nella costruzione del resto del pasto.
Possiamo aumentare la componente proteica, aggiungere verdure, inserire una quantità controllata di grassi oppure utilizzare un condimento più elaborato.
Il konjac diventa quindi uno strumento per gestire il pasto, non una scorciatoia per perdere peso.
Il konjac è una pianta originaria dell’Asia dalla cui radice viene ricavata una particolare farina naturalmente ricca di fibra solubile.
Uno dei suoi componenti caratteristici è il glucomannano, una fibra capace di assorbire notevoli quantità di acqua.
Questa proprietà permette di ottenere alimenti costituiti prevalentemente da acqua e fibra e, di conseguenza, caratterizzati da un apporto calorico estremamente contenuto.
Il principio è quindi relativamente semplice.
Non abbiamo un alimento che elimina o neutralizza le calorie introdotte con il resto della dieta.
Abbiamo invece una base alimentare che, per propria composizione, fornisce pochissime calorie rispetto al volume consumato.
Ed è proprio questo che rende il konjac interessante all’interno di determinati programmi alimentari.
Anche se il formato può ricordare quello del riso, dal punto di vista nutrizionale stiamo parlando di due alimenti profondamente differenti.
Il riso tradizionale è un cereale e rappresenta principalmente una fonte di carboidrati.
Fornisce quindi energia e può svolgere una funzione importante all’interno di un’alimentazione equilibrata, soprattutto per chi pratica attività fisica.
Il riso di konjac ha una funzione differente.
Con appena 9 kcal e zero carboidrati dichiarati per 100 g, non deve essere considerato una fonte energetica equivalente al riso tradizionale.
La domanda corretta non è quindi:
“Quale dei due è migliore?”
Dovremmo piuttosto chiederci:
“Quale dei due è più adatto all’obiettivo di questo pasto?”
Se abbiamo bisogno di energia e carboidrati, il riso tradizionale può essere la scelta più logica.
Se invece vogliamo aumentare il volume del piatto mantenendo estremamente contenute calorie e componente glucidica, il konjac può risultare particolarmente utile.
Questa distinzione è importante perché Eat Water propone entrambe le versioni.
La variante No Drain utilizza una formulazione contenente anche amido di tapioca e presenta quindi una quantità maggiore di calorie e una quota di carboidrati.
Questa versione Organic utilizza invece acqua purificata, farina biologica di konjac e fibra biologica d’avena.
Il risultato è un profilo nutrizionale da 9 kcal e zero carboidrati per 100 g.
La versione No Drain punta maggiormente sulla praticità, mentre questa referenza può risultare più interessante per chi ricerca il minimo apporto possibile di calorie e carboidrati.
Non esiste quindi necessariamente una versione migliore in assoluto.
Esistono due formulazioni differenti che rispondono a esigenze differenti.
Uno dei vantaggi principali è la facilità con cui possiamo abbinarlo a numerosi ingredienti.
Possiamo utilizzarlo con pollo e verdure, gamberi, tonno, salmone, carne magra oppure tofu.
Possiamo preparare una bowl, saltarlo in padella con verdure e spezie, utilizzarlo come accompagnamento oppure inserirlo in una zuppa.
Il gusto relativamente neutro permette inoltre al prodotto di assumere facilmente il sapore dei condimenti e degli altri ingredienti.
Questa versatilità diventa particolarmente interessante quando seguiamo una dieta per un periodo prolungato.
Possiamo mantenere la stessa base nutrizionale creando piatti molto differenti semplicemente modificando proteine, verdure, spezie e condimenti.
Questo è un aspetto fondamentale.
Il prodotto contiene appena 0,2 g di proteine per 100 g e praticamente nessuna quantità significativa di grassi o carboidrati.
Un piatto voluminoso non è necessariamente un pasto completo.
Per questo motivo può essere utile considerare il konjac soprattutto come una base alla quale aggiungere gli altri nutrienti.
Possiamo inserire una buona fonte proteica.
Possiamo aggiungere abbondanti verdure.
Possiamo completare il piatto con una quantità di grassi adeguata al nostro programma alimentare.
In questo modo utilizziamo il riso di konjac per il volume, mentre siamo noi a decidere da quali alimenti far arrivare le calorie e i macronutrienti realmente necessari.
Durante una fase di definizione l’obiettivo principale è creare un deficit calorico sostenibile cercando contemporaneamente di mantenere un adeguato apporto proteico e una buona qualità dell’allenamento.
Nelle prime settimane può essere relativamente semplice ridurre le calorie.
Il problema può presentarsi successivamente, quando continuare a diminuire le quantità significa ritrovarsi con porzioni sempre più piccole.
Possiamo allora lavorare sulla densità energetica.
Il konjac permette di avere molto volume alimentare con pochissime calorie.
Questo può diventare particolarmente utile in uno dei pasti della giornata nel quale vogliamo aumentare la quantità percepita di cibo senza utilizzare una parte importante del nostro budget calorico.
No.
È importante non trasformare il vantaggio nutrizionale del prodotto in un messaggio sbagliato sui carboidrati.
I carboidrati non determinano automaticamente l’aumento del grasso corporeo.
Il bilancio energetico complessivo mantenuto nel tempo rimane un elemento fondamentale nella gestione del peso.
Possiamo dimagrire mangiando riso tradizionale.
Allo stesso modo possiamo non perdere peso seguendo un’alimentazione low carb se introduciamo comunque troppe calorie.
Il vantaggio di una base zero carb consiste nella possibilità di scegliere quando vogliamo utilizzare i carboidrati e quando possiamo farne a meno.
Questa è una differenza sostanziale.
Per uno sportivo la gestione dei carboidrati assume un’importanza ancora maggiore.
Riso, pasta, avena, patate e altre fonti glucidiche possono essere particolarmente utili per sostenere l’attività fisica e contribuire alla disponibilità delle riserve di glicogeno.
Per questo motivo sostituire sistematicamente tutte le fonti di carboidrati con il konjac non sarebbe necessariamente una scelta vantaggiosa.
Possiamo invece utilizzare una strategia più flessibile.
Per esempio, possiamo mantenere una normale porzione di riso in prossimità dell’allenamento e utilizzare una preparazione a base di konjac in un altro pasto della giornata.
In questo modo possiamo concentrare una parte dei carboidrati nei momenti nei quali risultano maggiormente funzionali, mantenendo più basso l’apporto calorico negli altri pasti.
Con 0 g di carboidrati dichiarati per 100 g, questa referenza può essere facilmente inserita all’interno di un’alimentazione a ridotto contenuto di carboidrati.
Naturalmente dobbiamo considerare l’intera ricetta.
Se aggiungiamo determinate verdure, salse o altri alimenti contenenti carboidrati, il piatto finale non sarà più necessariamente zero carb.
Questo non rappresenta un problema.
Significa semplicemente che dobbiamo valutare il pasto nel suo insieme e non soltanto la base.
Un prodotto con appena 9 kcal per 100 g può diventare facilmente parte di un piatto molto calorico.
Pensiamo all’olio, alle salse, alla frutta secca, ai formaggi o ad altri condimenti ad elevata densità energetica.
Non dobbiamo considerarli alimenti vietati.
Dobbiamo semplicemente conteggiarli all’interno della nostra strategia.
Possiamo anche utilizzare proprio le calorie risparmiate attraverso il konjac per permetterci un condimento più ricco.
La cosa importante è essere consapevoli che le calorie del piatto finale dipendono da tutti gli ingredienti, non soltanto dal riso utilizzato come base.
La preparazione è semplice e richiede pochi minuti.
Prima dell’utilizzo è necessario risciacquare il prodotto 2-3 volte sotto acqua fredda.
Successivamente può essere riscaldato in una padella aperta per circa 1-2 minuti oppure nel microonde per circa 1 minuto.
A questo punto può essere aggiunto direttamente alla salsa, saltato insieme a verdure e altri ingredienti oppure utilizzato in zuppe e insalate.
Un breve passaggio in padella può essere utile per eliminare parte dell’acqua residua prima di aggiungere gli altri ingredienti.
Una volta aperto, l’eventuale prodotto non utilizzato dovrebbe essere consumato entro 2 giorni e il konjac non dovrebbe essere congelato, poiché il congelamento può modificarne la consistenza.
Perché permette di ottenere il volume e la versatilità tipici di una preparazione in formato riso utilizzando una base che apporta solamente 9 kcal per 100 g e zero carboidrati dichiarati.
Ma il vero valore del prodotto emerge quando comprendiamo come utilizzarlo.
Non dobbiamo pensare:
“Sostituisco il riso perché i carboidrati fanno ingrassare.”
È più corretto ragionare:
“Scelgo il konjac quando voglio ridurre fortemente calorie e carboidrati di questo pasto e utilizzo il riso tradizionale quando ho bisogno di una vera fonte energetica.”
In questo modo il prodotto diventa uno strumento all’interno di una strategia alimentare più ampia.
Non sostituisce automaticamente il riso tradizionale e non crea da solo un deficit calorico.
Ci offre però una possibilità in più per gestire volume, calorie e distribuzione dei carboidrati durante la giornata.
In sintesi
Alternativa al riso tradizionale realizzata con acqua purificata, farina biologica di konjac e fibra biologica d’avena. Apporta solamente 9 kcal per 100 g, zero carboidrati, zero zuccheri, zero grassi e 4 g di fibre. Il formato Rice può essere utilizzato con verdure e fonti proteiche oppure all’interno di bowl, preparazioni saltate, zuppe e insalate. Una soluzione versatile per alimentazioni ipocaloriche e low carb e per le fasi di definizione nelle quali si desidera aumentare il volume del pasto mantenendo estremamente contenuto l’apporto energetico della base.
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